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Arghennakron - Cultura popolare della
Valle D’Agrò (1987/1989)
Nasce da una ricerca in loco sulla cultura popolare della Valle d’Agrò. Il titolo allude
alla frase con cui gli antichi indicavano il Capo di S. Alessio (“il capo
d’argento”). È un recital in
cui gli autori hanno messo insieme e fermato un patrimonio di conoscenze
costituito da ninne nanne, filastrocche, canzoncine, canti d’amore e di
sdegno, scongiuri, pratiche contro la siccità, canti d’emigranti, ecc.
Sparramento - Momenti di
storia siciliana (1990/1992)
È una produzione teatrale
dedicata ad alcuni momenti nodali della nostra storia: il Vespro, le
incursioni piratesche, la rivolta messinese contro la Spagna, i riflessi
della rivoluzione francese in Sicilia, la vicenda garibaldina, l’annessione
della Sicilia all’Italia e le delusioni che ne seguiranno. Ogni singolo
avvenimento si colloca all’interno delle relazioni di cui fa parte, grazie
anche all’indagine che si fonda soprattutto su documenti non tradizionali
(canti e racconti popolari, leggende, miti e proverbi, cartelli, pasquinate,
ecc…).
All’Anta - I riti del lavoro nella
cultura subalterna siciliana (1994/1995)
L’anta (anche antu) è
propriamente il luogo, in campagna, dove più contadini lavorano insieme.
Questa ricognizione è dedicata all’anta, cioè al lavoro (agricoltura
e vendemmia soprattutto) e alle pratiche magiche con cui i contadini
siciliani tentavano di fronteggiare i momenti critici dell’esistenza per
annullare le pressioni e le paure esercitate sull’uomo dalle forze non
controllate dalla volontà umana. Ne è venuto fuori un quadro in cui ad
emergere sono state in primo luogo le condizioni dei contadini nella Sicilia
del passato.
Fataciumi - Storia senza
potere (1995/1998)
È un recital in cui a parlare è la “Storia senza potere” attraverso le
tradizioni orali, i canti popolari, le leggende, i cartelli, le pasquinate,
i proverbi. Una carrellata su una manciata di secoli della storia della
nostra Sicilia: dalla rivolta del Vespro contro i soprusi angioini alla
paura che i pirati seminavano sulle coste dell’isola; dall’arrivo di
Garibaldi accolto dai siciliani come l’uomo che, dotato di magici poteri,
avrebbe liberato l’isola dai tiranni, alle speranze deluse di vedere
realizzati nell’isola i necessari cambiamenti; dal fenomeno dell’emigrazione
al potere mafioso che, negli ultimi anni, ha ampliato notevolmente i margini
del proprio profitto.
Le sette strade - I canti della passione (1996/1997)
Il recital teatralizza
alcuni momenti della Passione di Cristo, ponendo in particolar evidenza riti
e comportamenti in cui il popolo condensa aspirazione e speranze per le
quali non c’è posto nella “storia ufficiale”.
Triskele - Elegia Siciliana (1997)
Triskele è un recital in
cui gli autori utilizzano documenti appartenenti al patrimonio demologico
della Sicilia di ieri e di oggi. Si tratta di testimonianze relative
all’infanzia, all’amore, al mondo del lavoro, al rapporto tra l’uomo e Dio,
ecc… Il lavoro può dare una mano a chi voglia farsi “un’idea” della Sicilia
utilizzando una cultura ricca di un’infinità di sottocodici capaci di
autonome visioni del mondo in una società come la nostra che perde sempre
più i tratti specifici della sua identità.
Notte Santa - Cantata per il Natale (1999/2006)
Notte Santa
è un recital che ha come oggetto la teatralizzazione di alcuni momenti della
ritualità natalizia in Sicilia. Il testo utilizza materiali tratti dalle
Sacre Scritture e, per la parte etnoantropologica, testimonianze messe
insieme nel corso di rilevamenti sul campo. Ciò che dall’opera
balza fuori è soprattutto la “lettura” di una nuova realtà sempre più
esposta al rischio della superficialità e dell’indifferenza anche sul piano
dei fatti che concernono il destino dell’uomo nel mondo.
Le musiche in Notte Santa
danno un’interpretazione musicale che evidenzia l’aspetto
linguistico-espressivo dei materiali utilizzati, di diversa provenienza, nei
quali è possibile cogliere i rapporti tra elementi colti e popolari, dove
emergono i sentimenti di fede religiosa, gli aspetti rituali e devozionali.
Al di là del mare - L'avventura dell'emigrazione (2001/2003)
Al di là del mare è un recital in cui
si utilizzano documenti appartenenti al patrimonio demologico della
Sicilia di ieri e di oggi. Si tratta di testimonianze relative al mondo del
lavoro e al dramma del fenomeno migratorio che colpì la Sicilia nei primi
decenni del ‘900. Quel che ne risulta è un discorso che, facendo leva
sull’unità parola e musica, si fa veicolo di sradicamento, sul vuoto di
riferimento e sull’alienazione.
Maremare - Omaggio a Stefano D’Arrigo (2001/2006)
Maremare è il
titolo del recital per non dimenticare Stefano D’Arrigo, uno dei figli più
illustri della Sicilia. Il recital intende proporre uno Stefano D’Arrigo
"facendolo scaturire dalla cultura della terra dalla quale ha tratto
linfa principale della sua opera di poeta e narratore". Il lavoro trae spunto
da quelle opere, in particolare (In codice siciliano e Orcynus
Orca) nelle quali D’Arrigo vuole esprimere a tutti i costi il senso
della ricognizione dei luoghi che fanno da cornice alle vicende raccontate.
Passio - Alle porte del silenzio (2004/2006)
È uno spettacolo imperniato sul rapporto vita-morte
nell’andare del tempo. La nostra è un’operazione che intende
proporre il tempo sacro della Pasqua tenendo presenti la varie
forme di sincretismo che le comunità siciliane utilizzano
nelle loro rappresentazioni simboliche nel rievocare la vicenda
di Cristo. Una nostra riflessione sulle ultime ore di Cristo
(grosso modo, dall’arresto alla morte), ponendo al centro
di tutto il concetto: la morte annienta la morte.
Lo stretto questa
gabbia - In ricordo di Stefano D'Arrigo(2004)
Si tratta di un grido di allarme
lanciato in un momento in cui la fera orciniana, simbolo dello “sdirregno”,
riemerge seminando paura e orrore nell’area dello Stretto. Protagonista unico
è qui lo Stretto con i suoi miti e con le sue leggende, con le sue correnti
e con i suoi vortici, con i suoi venti e con i suoi terrori. Quel che anche
in questa occasione ne risulta è una sintesi suggestiva di musica e parola
alla quale gli autori affidano il compito di proteggere la continuità del
passato in un momento in cui la fera orcinusa si riaffaccia nello stretto
seminando paura e orrore.
La mela sul ramo - "Eros e Thanatos" nella lirica greca (2006)
Un’escursione attraverso la
lirica greca classica alla ricerca di motivi e situazioni in cui Amore e
Morte costituiscono i poli di un meccanismo che regola la nostra esistenza.
Ne nasce un lavoro in cui il "principio del piacere" e il "principio di
morte" s’incontrano dando la misura del contrasto tra ciò che nella vita
dell’uomo crea la vita stessa e le forze che la vita distruggono.
L'Isola a tre punte - Per un'idea di Sicilia (2008)
La nostra attenzione va ancora una volta alla cultura siciliana con una produzione teatrale dedicata ad alcuni momenti nodali della nostra storia:
dal Vespro all’annessione della Sicilia all’Italia e le delusioni che ne seguiranno. Vi sono anche testimonianze relative al mondo del lavoro, all’emigrazione, al rapporto tra l’uomo e Dio, ecc...
Il lavoro può dare una mano a chi voglia farsi "un’idea" della Sicilia utilizzando una cultura ricca di un’infinità di sottocodici capaci di autonome visioni del mondo in una società come la nostra
che perde sempre più i tratti specifici della sua identità.
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